Vediamo ciò che siamo
Lunedì ero in classe e ho fatto con i ragazzi della seconda e terza ( dai 16 ai 20 anni) l’esperimento della figura ambigua. Un’immagine la vediamo non per ciò che effettivamente essa è ma per ciò che a noi rappresenta e questa visione è dettata dalle variabili intrinseche, dalle esperienze, dalle sensibilità di ognuno.
Ho diviso, come suggerito da Antonio GIanluca la classe in due gruppi che per due minuti hanno potuto osservare le figure sottostanti:
Dopo due minuti di osservazione gli è stata mostrata a tutti l’immagine ambigua:
FIGURA AMBIGUA
Tratto dall’esperimento di Covey
Il primo gruppo ha ovviamente visto nella figura una donna giovane, con una collana al collo che è girata di profilo e guarda indietro, il secondo gruppo ha visto l’anziana con il nasone e la pelliccia.
Quasi tutti hanno visto ciò che a loro ha suggerito l’immagine preparatoria. In seconda, però, c’è chi ha visto un cane…e questo ve la dice lunga.
Insomma, aver influenzato le risposte facendo un allenamento mentale e mnemonico nei due minuti precedenti ha funzionato e con ciò abbiamo poi riflettuto sul fatto che è proprio vero che noi possiamo ingannare il cervello. In tanti modi, anche fingendo, mettendosi nei panni di una persona calma quando si sente panico, immaginandoci reattivi quando siamo sedentari, etc.
E’ stato infatti dimostrato che il cervello umano è altamente influenzabile anche dal corpo ( comunicando che siamo sicuri, con la postura o con l’atteggiamento traiamo il cervello in inganno e diminuiamo di conseguenza il rilascio dell’ormone dello stress!).
La reazione dei ragazzi non è stata in tutti i casi uguale, ovvio. Ciò che mi ha colpito è stato il loro spavento, davanti al vedere la figura che non avevano intravvisto prima. Erano quasi disarmati, alcuni spaventati, altri stupiti. Giacomo, vedendo la vecchia, è caduto dalla sedia dicendomi che era scioccato più di quando si era pestato con un suo amico in città.
Non era proprio il ricordo che avrei voluto risvegliare in lui ma, in seguito, è stato taciturno tutta l’ora pertanto ci ho guadagnato in tranquillità.
C’è chi, nella storia, ha fatto l’esperimento inverso mostrando direttamente la figura ambigua finale e ricostruendo, con le risposte ricevute, le variabili che le hanno determinate.
Nel mio caso sarebbe stato a dir poco arduo ma consiglio questo esperimento a tutti quelli che devono dimostrare agli altri che il cervello è influenzabile sia internamente che esternamente. Governare questa conoscenza diventa un bel punto di forza.