Il Frac per andare al Mc Donald’s

E’ vero e lo sapevano già i nostri antenati che si esprimevano sulle pareti delle grotte.

Esprimendosi con le immagini, la comunicazione ci guadagna. Le immagini stimolano altri canali di apprendimento; sono allo stesso tempo corpi narranti e elementi variabili di comunicazione perché ognuno di noi, in base alle proprie esperienze, stati d’animo e umori, vede ciò che vuol vedere.

Per questo, l’immagine è spesso utilizzata per veicolare messaggi importanti. La si ricorda meglio e poi le si associa il concetto da memorizzare.

Nel mondo del digitale questo vuol dire anche storpiatura, manipolazione, abbellimento, modifica. Si perde così il senso di ciò che è la realtà portandoci ad un gioco pericoloso chiamato “scova il fake”.

Le immagini catturano, i filtri manipolano, ciò che vediamo è oggi più che mai lontano dall’essere obiettivo. Salvo poi avere, noi comunicatori, l’ingrato compito di convincere le aziende che non possono presentarsi con un vestito da gran gala se l’appuntamento con i clienti è al Mc.

La discordanza è deleteria per la reputazione e il bilanciamento è sempre, sempre necessario. Lo si vede nelle foto di Booking quando sembra di prenotare un castello e poi ci si trova davanti una catapecchia che solo vagamente ricorda il grand’angolo visto online.

Ho assistito a tanti photo-shooting: in ristoranti, in hotel, in azienda, nei cantieri, etc. con il compito di indirizzare il lavoro in base alle esigente comunicative del committente.

Le foto hanno un fine che solitamente non è una mostra alla Biennale. Scusate il cinismo.

Ho lavorato con molti fotografi, di cui 3/4 bravissimi ed in sintonia con il mio pensare. E quando questa sinergia è palese, il risultato è sorprendente. Le foto comunicano, presentano, sostengono, bucano.

Tutto sto papocchio per ringraziare Fabrice Gallina. Nella tua ultima trasferta piacentina hai fatto proprio un capolavoro. Non andrà alla Biennale. Tranquillo. Farà da apripista a qualche rivista patinata che allieterà i lettori con immagini mozzafiato.

klementina koren