Ortrugo Disruption

C’era una volta l’Ortrugo, vino frizzante servito per sgrassare carni di maiale della provincia piacentina. Dal nome impronunciabile per qualsiasi mercato anglofono, men che meno asiatico, il vitigno a bacca bianca è uno degli autoctoni che preferisco.

E c’è, oggi, un vinificatore, Alessandro Perini, che ha viaggiato, studiato, lavorato e ha saputo cogliere una nota dissonante ed eclettica da questo vitigno.

Il suo Colto Vitato è il risultato di una visione fantasiosa avuta durante il viaggio in Nuova Zelanda nel 2008 quando -da aiuto enologo- ha collaborato alla vendemmia del Sauvignon.

“Le uve venivano lavorate diversamente, a loro si dava l’opportunità di conservare gli aromi, i profumi e tutte le caratteristiche organolettiche della buccia. Quindi, ho pensato, perché non applicare lo stesso procedimento che prevede una peculiare crio-macerazione pellicolare per 48 ore al nostro Ortrugo?”

L’Ortrugo non si è mai visto trattare così ma l’innovazione, lo sguardo creativo e l’opportunità di sperimentare ed innovare in una cantina di piccole dimensioni hanno prodotto un lotto straordinario: 3000 bottiglie ceralaccate e vendute nei migliori ristoranti d’Italia e del nord Europa.

In un terreno una volta dedito alla coltivazione di bachi da seta nasce quindi oggi una nuova valorizzazione di un vitigno autoctono, il tutto avendo ben presente cos’è la sostenibilità economica dell’iniziativa.

“Sperimentare è bello, certo. Poi però bisogna guardare al mercato che a noi richiede salubrità, aromaticità gusti e sapori che non ha ancora degustato. Nelle Cantine Romagnoli ci stiamo lavorando, e questo è uno dei progetti di cui andiamo più fieri.”

Disruption era uno dei manuali che ho più amato nell’esame di Relazioni Pubbliche 2. Lo stravolgimento del pensiero e la capacità di cambiare prospettiva generano, a volte, risultati sorprendenti.

Per arrivarci serve tanta conoscenza, contaminazione, curiosità e, a volte, anche esuberanza. Il mix che ha portato Alessandro a trattare un vino autoctono con metodologie che non gli appartenevano.

Il successo, però, permettetemi, è dato anche dal fatto che i piedi per terra, oltre le visioni, ci sono perché Alessandro ha tenuto a sottolineare che l’obiettivo deve essere la sostenibilità economica delle iniziative. “Non essere sognatori ma assaggiare alla cieca come fossimo ricercatori nella fase della conferma o confutazione del risultato. “

Per la cronaca, il suo Colto Vitato della Filanda ( da me denominato Ortrugo Disruption) ha ottenuto nel 2018 2 Bicchieri Gambero Rosso.