Il Corona Virus comunica alla grande. E noi?
Non volevo fare un ennesimo richiamo a questo stramaledetto Corona Virus perché in realtà di popolarità, dalle nostre parti, gliene si è regalata anche troppa.
Nel mio piccolo, però, in una settimana ho dovuto rinunciare a due grossi eventi, su cui ho lavorato da mesi, perché le persone, che leggono e si informano, non se la sono sentita di viaggiare. Una perdita di lavoro immane, forse in parte solo posticipata ed un introito mancato considerevole.
Quindi, visto che mi occupo di comunicazione in caso di crisi e che (notoriamente) mi piacciono gli elenchi puntati e numerati, condivido le 5 regole (tanto quanto basta per ricordarsele tutte) per una comunicazione ai tempi del Corona Virus. Lui comunica a meraviglia, proviamolo a fare anche noi.
Niente allarmismi né comunicazioni drammatiche. Ho letto da qualche parte un post di un ristoratore che invitava i clienti a recarsi da lui perché altrimenti sarebbe fallito.
Ora; già ci si reca poco al ristorante, se poi ci attende un padron di casa di questo umore, beh allora la motivazione cade sotto le scarpe.
Utilizzare una comunicazione sincera, di pancia. Sempre utilizzando questo povero ristoratore come cavia, io gli avrei consigliato di farsi fare una bella foto mentre cucina il suo sugo migliore con un invito a venirlo a provare nelle prossime 24 ore perché non solo le “ordinanze” hanno le ore contate ma anche la freschezza dei cibi. O qualcosa del genere, dallo stile sincero e amichevole, anche ironico se vogliamo.
Far parte della squadra. L’immedesimazione, nelle situazioni di crisi, è fortissima e il fatto che ci si senta accomunati da una sciagura costruisce inconsciamente canali comunicativi funzionali e funzionanti. Bene allora dire che si è fatto la propria parte di lavoro, in questo scenario. Insistendo sul ristoratore, avrei fatto una foto ad un disinfettante gratuito per le mani appena installato nella zona accoglienza con un messaggio di invito rivolto alla clientela dallo stile ironico, collaborativo.
Dare l’esempio ed essere sempre professionali nella comunicazione interna. I primi ambasciatori del proprio marchio sono dipendenti che siano essi i famigliari del nostro ristoratore oppure collaboratori di una SPA. Loro saranno i portavoce della vostra comunicazione e quanto più sarete credibili e chiari, tanto più la comunicazione potrà essere efficace. Preparate un discorso, fatelo con cura e professionalità e divulgatelo.
Muovetevi, in fretta. Da qualche parte nei miei studi mi ricordo di un detto che mi ha sorpreso per la sua veridicità. In inglese suona molto meglio dell’italiano…in sostanza è “Done is better than perfect” ed è riferito a tutti quelli che sfornano prodotti ed idee geniali ma ci hanno lavorato talmente tanto tempo che sono arrivati in ritardo e quindi hanno fallito. Ecco, utilizzate il buon senso, la ratio ma agite. Prendete decisioni, potrete sbagliare, certo, tutto è perfettibile ma in caso di crisi non c’è da tentennare sui dettagli.