ALO DEMU’! (fila a casa)

Ecco, un po’ per ridere un po’ perché me lo sono sentita dire tante volte da adolescente, mi torna in mente quel ALO DOMOU che è molto più di un invito a recarsi a casa con l’imperativo del dito indice utilizzato come direzione (qualora non ti ricordassi dov’è la tua casa) .

Era una minaccia, ecco, non un imperativo.

E i genitori di una volta, non facevano quell’errore per cui siamo additati noi genitori del 2020 e cioè minacciare senza mai mantenere la punizione. No, ecco, diciamo che erano di parola.

Ci vorrebbe quel ALO DEMU’ per sistemare oggi la situazione. Pertanto, da casa, da dove cerco di telelavorare nei momenti di libertà, vi scrivo alcune idee per gestire famiglia e figli dal remoto ma molto reale mondo dell’isolamento.

  1. Film: siccome li guardiamo a nastro abbiamo già visti parecchi, li rivediamo in lingua inglese ( o italiana, o tedesca, etc.). La storia i bambini l’avranno già capita e così la possono seguire lo stesso. Se non riescono a sostenere un film intero di solito propongo loro una serie tv. Recentemente hanno visto Just a Magic su Prime Video. 30 minuti a puntata. Se la volevano vedere, era in inglese, altrimenti niente. I bagni linguistici servono, anche quando non si comprende una singola parola. Vero @karolinesteckley?

  2. Passeggiate: noi ne facciamo una al giorno, dispersi fra vigne e campi con tanto di stivali. Non si incontra anima viva e si fanno tante chiacchiere (e parolacce).

  3. Aria: la mitica pediatra che avevo per il primo figlio ha postato una frase stamattina: APRITE E FATE ENTRARE ARIA! Semplice, banale ma guardando fuori dalla finestra vedo che non è poi tanto usuale.

  4. Compiti: spiegato loro che non sono in vacanza, li costringo a far compiti almeno un paio di ore al giorno, uno alla volta. C’è chi è autonomo e vuole solo conferme, chi ha bisogno del traino. E’ però importante farlo con costanza, così non perdono troppo il ritmo.

  5. Dolci: tanti, tutti buoni, tutti fatti con amore. Finirà il coronavirus e ci cureremo per il diabete.

  6. Foto: ne abbiamo tutti a miliardi su ogni dispositivo che poi non facciamo guardare a loro. E’ un bel momento per creare album fotografici e stamparli. Così almeno anche a loro rimarrà qualche ricordo oltre ai rottami degli I-phone.

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  7. Preoccupazioni: si ad essere informati, no a farne diventare un’ossessione per tutti. Noi abbiamo il dovere di proteggere i figli, anche dagli stress psicologici. Discutiamone, insegniamo loro le buone regole e la civiltà ma poi facciamo che siano i grandi a portarsi sulle spalle lo stress del momento.

klementina koren